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Se una batteria
viene ripetutamente caricata prima che sia completamente
scarica, essa dimentica di avere ulteriore capacità
energetica in aggiunta a quella fino a quel momento erogata. In
altre parole, se partendo da una batteria completamente carica
si utilizza solo il 70% della sua capacità energetica e
successivamente si passa alla ricarica, il dispositivo
elettrochimico diventa inconsapevole del 30% di potenzialità
energetica rimasta che diventa, quindi, inutilizzabile. Questo
fenomeno si riscontra generalmente nelle batterie Ni/Cd
solamente in alcune applicazioni aerospaziali; si può escludere
avvenga in qualunque altra applicazione terrestre, se non in
circostanze estremamente inusuali. Non bisogna confondere questo
l'effetto memoria con uno più comune e simile, chiamato
abbassamento di potenziale di scarica, che può facilmente e
usualmente verificarsi nelle batterie Ni/Cd e in quelle Ni/MH.
Nelle prime l'abbassamento del potenziale di scarica è dovuto
alla crescita delle dimensioni dei cristalli di cadmio. Il
materiale che forma gli elettrodi è costituito da cristalli di
piccole dimensioni; fin tanto che questi cristalli rimangono di
dimensioni ridotte le celle elettrochimiche funzionano in modo
appropriato. Quando si ha crescita delle dimensioni ha luogo la
drastica riduzione dell'area superficiale dei materiali
elettrodici con conseguente diminuzione di voltaggio e quindi
delle prestazioni del dispositivo elettrochimico. Qualora i
cristalli crescano eccessivamente è possibile che i loro spigoli
possano penetrare attraverso il separatore e cortocircuitare i
due elettrodi; in queste condizioni si può verificare un'autoscarica
della batteria. L'effetto della crescita delle dimensione dei
cristalli è più pronunciato se la batteria viene lasciata sotto
carica per giorni, o viene ripetutamente scaricata in maniera
incompleta. Per evitare quest'effetto bisogna ciclare (caricare
e scaricare) completamente la batteria almeno una volta ogni due
o tre settimane.
Stesso fenomeno di crescita (autocrescita) delle dimensioni dei
cristalli ha luogo anche se la batteria non viene usata per
lungo tempo. In questo caso per ripristinare le caratteristiche
iniziali è necessario un lento e profondo processo di scarica in
grado di rimuovere completamente l'energia rimasta nella cella
elettrochimica.
Nelle batterie Ni/MH l'abbassamento di potenziale di scarica si
origina a seguito di un processo di sovraccarica che modifica la
struttura cristallina dell'idrossido di nichel dalla forma beta
a quella gamma; quest'ultima ha un potenziale d'elettrodo di
circa 50 mV inferiore alla forma beta. Anche in questo tipo di
batterie il fenomeno può essere rimosso con un processo di
completa carica e scarica del dispositivo elettrochimico.
La più
recente tecnologia sembrerebbe avere virtualmente eliminato
questo problema; alcuni produttori dichiarano oggi assenza di
qualunque effetto "memoria" nelle batterie Ni/MH. |
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Elementi identici termosaldati in serie,
di solito 7 o 8, quindi ad esempio con 7 elementi da 1.2 V 600 mAh
avremo un pacco batteria da 8.4 V 600mAh. dato che la corrente di spunto
deve essere molto buona di solito si opta per batterie abbastanza
costose ad esempio Sanyo, GP la Sanyo in particolare ha nel suo catalogo
batterie destinate per l'aeromodellismo quiindi molto prestanti (For
Flyght). |
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Come ricaricare le batterie al
Nichel-Cadmio / Nickel-Metalidrato |
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Un
efficace processo di ricarica garantisce una lunga vita ai nostri
accumulatori (circa 1000 cicli di carica/scarica), per ricaricarli
correttamente occorre fornirgli una corrente continua o impulsiva pari
ad 1/10 della capacità
dell'accumulatore (es. un accumulatore da 600mA/h va ricaricato con una
corrente di 60 mA) per un tempo di circa 14 ore (16 per la prima
ricarica).
Nel caso che i nostri elementi sopportino anche elevati correnti di
ricarica, i cosiddetti elementi sinterizzati, possiamo elevare la
corrente di carica fino alla stessa capacità
dell'elemento (es. accumulatore da 600mA/h, ricarica con una corrente di
600mA) per circa 1 ora stando molto attenti a posizionare gli
accumulatori in un ambiente ventilato in modo da smaltire la gran
quantità di calore
prodotta.
E' consigliabile scaricare, con un eventuale ed utilissimo
scaricabatterie, i pacchi ogni 2-3 cicli di ricarica fino a portare la
tensione ad un valore pari al numero di accumulatori, in ogni caso mai
sotto i 0,7/0,8 per elemento (es. pacco da 7 elementi 8,4 Volt va
scaricato fino a 5 Volt), non scaricate mai i vostri pacchi fino a 0
Volt, rischiereste solamente di danneggiare qualche elemento rendendo il
pacco inutilizzabile.
Per calcolare il tempo necessario alla ricaricarica di una batteria
ricaricabile potete usare questa semplice formula:
(mA della batteria : mAh forniti dal caricabatt.) * 1,4 = Tempo di
ricarica in ore Esempio: Batteria da 1000mAh caricata a 100mA, (1000 :
100) * 1,4 = 14 ore |
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