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Le batterie ricaricabili o meglio accumulatori sono degli elementi particolari che attraverso un "caricabatterie" generano una reazione chimica e possono così ripristinare la differenza di potenziale tra i due poli. Le batterie hanno diverse forme e dimensioni, la tecnologia oggi è arrivata a tal punto da permettere di avere elementi sempre più piccoli pur mantenendo la qualità e la quantità di corrente erogata. Quello che a noi interessa principalmente di una batteria è il suo voltaggio, la sua corrente di erogazione e la sua durata. Ricordiamo che la corrente elettrica è un flusso di elettroni che transita dal polo con maggior carico di elettroni (quindi negativo) al polo con meno elettroni (quindi positivo) e che per convenzione si attribuisce al polo con maggior numero di elettroni la simbologia "+". Il voltaggio o meglio la tensione di un elemento è di circa 1.2 V (Volts) dovuta alla differenza di elettroni presenti tra il catodo e l'anodo, la corrente erogata (A = Ampere) invece corrisponde alla quantità di elettroni che effettivamente transitano tra i due poli, la durata dell'elemento invece è capacità della stessa di alimentare per un tot di tempo (per convenzione 1 ora) un dato circuito che assorbe tot corrente (espressi solitamente in mA), quindi la capacità della batteria sarà espressa in Ah (Ampere ora). Solitamente dato le correnti esigue si tende a esprimere tale unità di misura in millesimi ossia in mAh (milliampere ora), ricapitolando un elemento da 1.2 V 600 mAh sarà in grado di alimentare un circuito che assorbe 600 mA per un ora circa prima di esaurirsi.

C'è un altro fattore da non sottovalutare, la qualità degli elementi della batteria, catodo anodo e dielettrico, più questi elementi saranno puri più sarà piccola resistenza interna che si andrà a sommare alla resistenza di carico del circuito da alimentare, dato che la corrente I è pari alla tensione divisa per la resistenza (I = V/r) dove r è pari alla somma tra la resistenza di carico e la resitenza interna della batteria (la resistenza interna anche se molto piccola è tutt'altro che trascurabile) più è grande la resistenza interna e meno sarà la corrente erogata dalla batteria stessa, quindi scenderà anche la qualità della stessa batteria.

 

Principalmente esistono due tipologie di accumulatori:

Ni/Cd (Nickel/Cadmio)

NI/Mh (Nickel/Metalidrato)

 

Li-Po/Li-Poly (Litio Polimeri) Nuova concezione, batterie dal voltaggio molto elevato, consigliate solo su fucili upgradati appositamente.

Le Ni/Cd sono più prestanti in quanto forniscono una corrente di spunto maggiore ma sono più grandi e pesanti e soffrono del così detto "Effetto memoria", le Ni/Mh a parità di dimensioni hanno una capacità maggiore (mAh) ma hanno correnti di spunto minori , ma la tecnologia sta facendo passi da giganti e il gap si sta colmando rapidamente.

Tutte e due le tipologie di batterie soffrono le basse temperature, le metalidrato particolarmente inoltre entrambe hanno il famoso effetto memoria che ne limita le prestazioni.

A cura di Claudio Maria Mari
Dipartimento di Scienza dei Materiali
Università di Milano Bicocca "



 
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